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Il cloud computing suscita molto interesse e alcune preoccupazioni

I consumatori non ci pensano due volte ad effettuare la migrazione del software dal personal computer alla Internet cloud. L’idea che i dati personali seguano gli stessi percorsi solleva alcune perplessità.

La nozione di cloud computing copre un’ampia varietà di servizi on-line, alcuni destinati alle imprese, altri ai consumatori. Internet, denominato “cloud”, ossia nuvola, e la familiare interfaccia utente offerta dal browser sono i pilastri del cloud computing. L’utente utilizza risorse quali software, dati o entrambi in tempo reale, come se fossero presenti sul suo computer. Dal punto di vista dell’utente, non importa dove e come tale servizio è implementato.

Questo è il modo in cui funzionano i servizi di posta on-line quali Hotmail, Yahoo! Mail, Google Mail o laposte.net. È così che funziona anche l’on-line banking: non esistono altre possibilità, poiché i dati bancari del cliente sono conservati presso l’istituto finanziario. I servizi di cloud computing (siano chiamati così o in altro modo) interessano oggi anche dati personali e strumenti software che, finora, non uscivano dal computer dell’utente.

:: Il cloud computing offre una funzionalità più ricca, che spazia da varie applicazioni software ai servizi di archiviazione on-line.

Le applicazioni di cloud computing più note includono siti d’archiviazione, ottimizzazione delle fotografie e strumenti di condivisione, nonché applicazioni di Google che offrono numerosi strumenti per il desktop, di collaborazione e condivisione. Anche Zoho fornisce software desktop e di condivisione dati nonché software professionali, mentre Evernote consente di scrivere, leggere o cercare appunti da un computer, da Windows Mobile phone, da un iPhone ecc. Inoltre, molti siti di social network consentono ai propri membri di archiviare e condividere dati personali.

Alcuni servizi di cloud computing si basano essenzialmente sulla funzionalità del software, quali Sumo Paint, un quasi-clone gratuito di Adobe Photoshop. Altri sono più concentrati sull’archiviazione e sincronizzazione di dati, con o senza la possibilità di condividere dati con altri utenti. LiveMesh di Microsoft (attualmente in versione beta) consente di sincronizzare i dati tra diversi computer, telefoni ecc. e di condividere le informazioni con i contatti. ZumoDrive accantona gli aspetti legati alla sincronizzazione e si occupa semplicemente di archiviazione dati grazie a drive virtuali.

:: Principali vantaggi: semplice da usare e accessibile ovunque

Secondo uno studio che ha coinvolto oltre 2200 utenti statunitensi, il 51% degli intervistati che ricorrono ai servizi di cloud computing ritengono che il principale motivo del loro utilizzo sia perché è facile e conveniente, mentre il 41% perché possono accedere ai dati da qualsiasi computer. Il 39% cita la facilità di condivisione dei dati come ragione principale. Lo studio, pubblicato nel settembre 2008, è stato condotto da Pew Internet & American Life Project, un’iniziativa dell’organizzazione non profit Pew Research Center che indaga sull’impatto di Internet sulla vita sociale e professionale.

:: Preoccupazioni sulla possibile vendita o utilizzo di dati senza consenso

Sebbene i servizi di cloud computing presentino molti vantaggi, possono anche, almeno in teoria, preparare il terreno per le pratiche più temute dagli utenti: il 90% degli intervistati ha dichiarato di esser molto preoccupato all’idea che i propri dati potessero essere venduti, l’80% che potessero essere impiegati in campagne di ricerche di marketing e il 68% che potessero essere analizzati per far comparire pubblicità mirata sul proprio computer. Vale la pena di osservare che la pubblicità personalizzata è ormai una pratica comune, soprattutto sui siti web commerciali. Tuttavia, questa pubblicità mirata utilizza informazioni cui il venditore on-line ha inevitabilmente accesso, quali le pagine web su cui l’utente ha navigato, o la cronologia degli acquisti sul web, ma non i dati personali dell’utente.

:: Un paio di punti chiave da controllare prima di fornire i dati a un provider di servizi

È nell’interesse dell’utente verificare la sicurezza dei dati di un sito e le politiche di protezione dei dati prima di utilizzarne i servizi. Dovrebbero essere usata cautela se non vi sono riferimenti alla protezione dei dati privati!

A seconda della natura dei dati archiviati nella “nuvola”, potrebbero essere presi in considerazione altri aspetti. Le seguenti domande sono state messe a punto dalla società di analisti Gartner, per le aziende che stanno valutando la possibilità di affidare i propri dati a un provider di cloud computing.

1. Accesso privilegiato agli utenti : chi nel provider ha un accesso speciale ai dati?
2. Conformità normativa: la società è disposta a sottoporsi a verifiche?
3. Il cliente può controllare l’ubicazione dei dati? Questo serve per stabilire quale sia la giurisdizione competente, poiché i dati potrebbero essere archiviati all’estero.
4. I dati di un cliente sono tenuti ben distinti dai dati di un altro cliente?
5. In caso di danni accidentali, i dati saranno ripristinati? In caso di risposta affermativa, quanto tempo occorrerà?
6. Il provider ha la possibilità di indagare in merito ad attività illegali?
7. Funzionalità sul lungo periodo: che cosa accade ai dati se il provider esce dal mercato?

Tali domande offrono una visione d’insieme su quello che è in gioco per le aziende. Alcuni aspetti valgono anche per i consumatori privati.

Annabelle BOUARD per BNP Paribas

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